sabato 22 marzo 2014

CAPIRE IL CALCIOMERCATO: QUELLO CHE I GIORNALI NON DICONO

Il calciomercato è un argomento che mi ha interessato molto fin da piccolo. Per anni ho fatto l’errore di valutarlo come fanno abitualmente i giornali italiani. Abitudine ancora in voga nella stragrande maggioranza dei tifosi. Peccato che quella maniera di giudicare acquisti e cessioni, entrate e uscite, sia totalmente sbagliata e non serva assolutamente a capire perché le squadre fanno o non fanno certe operazioni.

In questo post tenterò di liberarvi da convinzioni distorte e spiegarvi cosa dovete fare per capire davvero come funziona il mercato della vostra squadra da soli, senza fidarvi di quello che raccontano la maggior parte dei giornali.


Vi avviso fin da subito che si parlerà di numeri, quindi forse chi non ama la matematica potrebbe trovare qualche difficoltà. Spero di riuscire a spiegarmi nel modo più facile e intuitivo possibile.

Per farlo, utilizziamo un esempio semplificato ispirato dall’ultimo calciomercato estivo. Prendiamo in considerazione i tre principali acquisti e le tre principali cessioni della Juventus. Normalmente i giornali vi presentano il mercato così:




Da questi dati si dedurrebbe che la Juventus avrebbe chiuso questo mercato “semplificato” in attivo, vendendo due riserve e un esiliato e comprando due stelle e un difensore con alto valore economico. Va bene che la dirigenza della Juve ha fatto un buon lavoro negli ultimi anni, ma non vi pare un po’ eccessivo fare tre operazioni del genere e guadagnarci pure? Se la risposta è sì ci avete visto giusto… è eccessivo. E sbagliato.

Questo perché nessuna società di calcio calcola il saldo acquisti-cessioni come fanno i giornali dalla notte dei tempi. Per fare un calcolo più corretto non basta sapere il prezzo di acquisto di un giocatore, c’è bisogno di almeno altri tre elementi:

1) L’ingaggio lordo dei giocatori acquistati e ceduti
2) La lunghezza dei contratti dei giocatori acquistati
3) Il valore di ammortamento residuo dei giocatori ceduti

Visto che le cose si complicano un po’, analizziamo una voce per volta.

L’INGAGGIO LORDO DEI GIOCATORI ACQUISTATI E CEDUTI

E’ un dato fondamentale, probabilmente più ancora del prezzo di acquisto o di vendita. Perché sono soldi che ogni anno la società dovrà mettere a bilancio come costo del giocatore acquistato nella voce “stipendi”. O, viceversa, in caso di cessione sono soldi che risparmia cedendo un giocatore a un’altra squadra e quindi togliendo dai costi il suo stipendio.

Non sempre è facile avere informazioni precise sugli ingaggi, ma seguendo le notizie che escono sui giornali si riesce a fare una stima più o meno corretta. Ricordate però: gli ingaggi che escono sui giornali sono netti, mentre le società ogni anno pagano l’ingaggio lordo (al netto vanno aggiunte le tasse).

In questo momento storico, le società italiane pagano allo stato per ogni stipendio poco meno della stessa cifra che viene pagata al giocatore. Per semplificare ulteriormente, nei nostri calcoli consideriamo l’ingaggio lordo come l’esatto doppio dell’ingaggio netto. Questo vuol dire, per esempio, che Tevez (a cui viene attribuito un ingaggio netto di circa 5,5 milioni l’anno) costa di stipendio alla società un totale di circa 11 milioni l’anno.

Gli stipendi lordi stimati dei sei giocatori del nostro esempio sono quindi i seguenti:




Basta questa prima tabella per mettere in luce qualcosa che dalla tabella precedente, e dalle analisi che spesso si sentono fare sul mercato, assolutamente non appariva. Ovvero che di solo monte ingaggi i tre acquisti di Tevez, Llorente e Ogbonna rispetto alle cessioni di Giaccherini, Melo e Matri hanno peggiorato i conti annuali di ben 12
,2 milioni.

LA LUNGHEZZA DEI CONTRATTI DEI GIOCATORI ACQUISTATI

Un altro fattore fondamentale è la lunghezza dei contratti dei giocatori acquistati. Perché se è vero che le società hanno bisogno della liquidità necessaria per fare gli acquisti, è anche vero che nei bilanci (quelli che contano per il tanto temuto Fair Play Finanziario tanto per intenderci) i giocatori vengono trattati come beni il cui valore subisce un ammortamento costante di anno in anno (in realtà è possibile applicare anche un ammortamento decrescente come fa ad esempio il Napoli, ma i casi particolari vanno al di là di quello che voglio trasmettere con questo articolo, magari ci torneremo sopra in altre occasioni).

Cosa vuol dire subire un ammortamento costante anno per anno? Vuol dire che se io pago un giocatore 10 milioni e gli faccio un contratto quadriennale, nel bilancio di ognuno dei quattro anni io inserirò come costo del suo cartellino 2,5 milioni (ovvero 10 diviso 4). Quindi, evidentemente, nel bilancio nessuno fa come i giornali che contano ogni anno tutte le entrate e tutte le uscite di quel singolo anno

Vediamo nella tabella quanto costano per ogni anno di contratto Tevez, Llorente e Ogbonna:



Teniamo a mente questi dati, ci serviranno per i conti finali. Nel frattempo ci danno un’altra interessante chiave di lettura: più un giocatore viene pagato tanto, più le società sono tentate di fargli un contratto molto lungo (in Italia il limite massimo consentito è 5 anni) per avere quote di ammortamento annuali più basse.

IL VALORE DI AMMORTAMENTO RESIDUO DEI GIOCATORI CEDUTI

Ed eccoci a un altro punto un po’ delicato. Quelle che anche sui giornali abbiamo imparato a conoscere come le famose “plusvalenze”. Per calcolarle, torna utile il concetto di ammortamento che abbiamo introdotto precedentemente. Perché la plusvalenza non è altro che la semplice differenza fra i soldi incassati per la vendita di un giocatore e il suo valore di ammortamento residuo.

Per fare un esempio riferito alla tabella precedente, Ogbonna a fine anno non avrà più un ammortamento residuo di 12 milioni come a inizio contratto. Avrà invece un ammortamento residuo di 9,6 milioni (12 meno 2,4) perché i primi 2,4 milioni saranno stati inseriti nel bilancio 2013/14 e tolti dall’ammortamento residuo.

Quindi, se la Juve vendesse Ogbonna a luglio per 9,6 milioni, non farebbe plusvalenza ma nemmeno minusvalenza. Incasserebbe la stessa cifra che avrebbe dovuto inserire, spalmata negli anni, come valore di ammortamento residuo del giocatore. E’ quindi evidente che non si può considerare la cifra di vendita come indicativa di quanti soldi entrano effettivamente a disposizione della società per essere investiti sul mercato immediatamente. E allora come si fa a sapere qual è questa cifra? Così:

I vantaggi sul bilancio 2014/15 per la società rimarrebbero due: non dovrebbe più inserire a bilancio i 2,4 milioni di ammortamento per Ogbonna fino al 2017/18 come da tabella precedente e non dovrebbe più pagargli lo stipendio di 3,6 milioni ogni anno. Quindi, nell’esempio in questione, il risparmio sul bilancio 2014/15 derivante dalla cessione di Ogbonna per la società sarebbe di 2,4+3,6=6 milioni.

Se la Juventus vendesse Ogbonna a 15 milioni, sempre per esempio, la società realizzerebbe – per i motivi descritti in precedenza – una plusvalenza di 5,4 milioni (15-9,6), interamente inseribile nel bilancio 2014/15. In questo caso il miglioramento sul bilancio dovuto alla cessione di Ogbonna passerebbe dai 6 milioni dell’esempio precedente a 11,4 milioni (6+5,4) in virtù degli stessi risparmi ma di una plusvalenza maggiore.

Il discorso opposto si può ovviamente fare in caso di minusvalenza. Se la Juventus vendesse Ogbonna a 5 milioni genererebbe una minusvalenza di 4,6 milioni (5-9,6) da inserire obbligatoriamente come costo nel bilancio 2014/15 e il risparmio totale ricavato dalla cessione sarebbe di soli 1,4 milioni.

Vediamo in tabella come è andata nei casi Giaccherini, Melo e Matri:




Il totale dei risparmi a bilancio generati dalla cessione di questi tre giocatori è quindi il seguente:



La lettura della tabella credo sia piuttosto immediata. L’impatto positivo sul bilancio 2013/14 per ognuno dei giocatori è data dalla somma di “ingaggio risparmiato” + “ammortamento risparmiato” + “plusvalenza”. Ho aggiunto un’ulteriore colonna con il risparmio totale perché Matri aveva ancora quattro anni di contratto, Giaccherini e Melo due, quindi l’impatto sul bilancio 2013/14 è positivo di 20,7 milioni, il risparmio totale è di 53,7 milioni (si aggiungono sul fronte stipendi risparmiati i 13,2 milioni che Matri avrebbe incassato come stipendio lordo nel triennio 2014/17, gli 1,2 milioni che avrebbe incassato Giaccherini nel 2014/15, i 5,8 milioni che avrebbe incassato Melo nel 2014/15, sul fronte ammortamenti risparmiati 7,2 milioni per Matri, 2,1 per Giaccherini e 3,5 per Melo).

CONCLUSIONI

A questo punto, dopo aver stabilito che l’impatto positivo delle tre cessioni sul bilancio 2013/14 è di 20,7 milioni, è arrivato il momento di calcolare quanto impattano negativamente i tre acquisti.




Questa tabella mi sembra estremamente indicativa del fatto che parlare solo dei costi del cartellino come fanno in molti è totalmente fuorviante. Dai dati della prima tabella presentata in questo articolo, parrebbe che Ogbonna sia costato più di Tevez e Llorente, e che quest’ultimo sia arrivato in pacco dono dalla Spagna. Come vedete dalle ultime due colonne non è così, né nell’impatto sul bilancio 2013/14 (Tevez impatta sul bilancio per 14 milioni, Llorente si piazza in seconda posizione con 9, Ogbonna è buon ultimo con 6), né nell’impatto totale (dove, nonostante un contratto più breve, è sempre Tevez a impattare di più con 42 milioni, davanti a Llorente 36 e Ogbonna ultimo con 30 nonostante il contratto più lungo).

Confrontando invece i totali, si nota che le operazioni di mercato rimangono comunque nel complesso molto buone, ma si passa da un saldo positivo per queste tre operazioni nel bilancio 2013/14 di 1,25 milioni calcolato nella inutile tabella iniziale (che scatena nella gente commenti insensati tipo: “vergogna i presidenti non spendono e si intascano i soldi”), a un reale bilancio di mercato in negativo di 8,3 milioni (20,7-29) per quest’anno e di ben 54,3 milioni (53,7-108) spalmati nell’arco dei prossimi cinque anni (che scatena il mio commento: “forse spesso non è vero che non spendono e si intascano i soldi”).

POST SCRIPTUM

Spero abbiate trovato questa spiegazione quantomeno comprensibile, nonostante l’argomento forse un po’ ostico. Se sì sono contento per voi, avrete altri numeri su cui divertirvi per analizzare il calciomercato quest’estate.

Se no, ho un’ulteriore brutta notizia… quella che vi ho qui presentato non è tutta la verità… il metodo illustrato è senz’altro valido per capire meglio il calciomercato senza impazzire eccessivamente, perché approssima molto meglio del metodo classico i conti che fanno le società. Ma sappiate che nei bilanci reali le cose si complicano ulteriormente per tutta una serie di motivi che qui accenno in parte e brevemente solo per farvi sapere che esistono:

- Nell’esempio ho volutamente inserito solo acquisti e cessioni definitive. Le comproprietà (attive e passive) vengono trattate diversamente per alcuni aspetti e magari ne parlerò in un articolo futuro prima dell’inizio del prossimo mercato. Stesso discorso vale per i prestiti.

- I valori su cui calcolare l’ammortamento dei calciatori spesso non corrispondono esattamente al prezzo di acquisto comunicato e aumentano per tutta una serie di oneri aggiuntivi (per esempio i soldi dati ai procuratori/agenti FIFA nelle operazioni di acquisto dei giocatori, ma anche quelli derivanti da calcoli particolari relativi all’età dei giocatori e ad altri motivi). In occasioni più rare è possibile che il valore non aumenti, ma addirittura diminuisca rispetto al prezzo ufficiale (ad esempio - per rimanere alla Juventus - la metà di Berardi, pagata 4,5, ha un valore di ammortamento di 4,2).
Per rimanere ai giocatori citati, sappiate per esempio che Tevez a bilancio non è partito da un valore di 9 milioni da ammortizzare ma di 14,1, Llorente non è partito da 0 ma da 3 (entrambi per i costi degli agenti FIFA), Ogbonna non è partito da 12 ma da 12,4. Per gli stessi motivi, se andate a controllare sul sito della Juventus i comunicati ufficiali sulle cessioni di Giaccherini, Matri e Melo vedrete che le plusvalenze non coincidono perfettamente con il nostro esempio.

- Oltre ai soldi dati ai procuratori al momento delle firme è possibile in qualche caso che sia previsto da contratto che i procuratori incassino per uno o più anni una cifra prestabilita se il giocatore da loro rappresentato rimane nella società.

- Negli ultimi anni sono andati moltiplicandosi contratti che prevedono premi e bonus a obiettivo, sia per il giocatore che per le squadre da cui il giocatore proviene (pensate che la Juventus per Diego ha dovuto pagare fino all'anno scorso 500 mila euro di premio al Werder Brema per la vittoria di ogni scudetto perché era previsto da una clausola contrattuale quinquennale e non interrompibile con la cessione del giocatore...). Questi extra aumentano ovviamente i costi a fine anno.

- Ogni volta che c’è un rinnovo di contratto la quota di ammortamento annuale viene ricalcolata dividendo l’ammortamento residuo per gli anni di contratto previsti dal nuovo accordo.

- Una cosa che spesso si ignora è che il mercato e il bilancio delle società non dipendono solo da acquisti, cessioni e soldi incassati dalle coppe europee in un dato anno… fra i ricavi ci sono voci rilevanti come gli incassi, gli introiti pubblicitari, ma anche cospicue voci “altri ricavi”; fra i costi pesano i servizi esterni (che comprendono numerosissime voci, dai costi di trasferta, ai canoni di affitto di strutture e uffici, a decine di altre voci relative alle operazioni dell’azienda) e pesano moltissimo gli stipendi e la quota totale degli ammortamenti residui. Spesso ci sono anche degli oneri finanziari, oltre alle immancabili tasse a peggiorare ulteriormente i conti. In aggiunta a questo ora ci sono anche i vincoli del fair play finanziario da rispettare…

Quindi col “giochino” che vi ho presentato oggi potete calcolare se davvero la vostra squadra del cuore investe sul mercato o tenta di fare cassa.

Ma per sapere se può spendere o meno vi servono molti più dati, ma ci saranno sicuramente altre occasioni per parlarne…

6 commenti:

  1. Risposte
    1. In realtà tiene conto solo di acquisti - cessioni.
      Ma come scritto nel ps ci sono anche i ricavi annuali (e i costi) da sponsor ecc ecc
      La Juve con GIP dà la metà di realtà che hanno giro d'affari simile e blasone minore ( Chelsea, Arsenal,Liverpool, Schalke) ma questo al De Santis non si può dire.

      Elimina
  2. ottimo articolo
    bravo

    RispondiElimina