mercoledì 13 maggio 2015

CHAMPIONS LEAGUE 2014/15: PARTECIPANTI E CAMMINO - Aggiornato al 13 maggio 2015

Concluse le semifinali, vediamo quali sono le due squadre giunte fino alla finale, il loro posizionamento di partenza e il cammino che le ha portate fino a Berlino.



Vi ricordo che all’interno del tabellone le squadre sono suddivise in base al rispettivo turno di partenza e ordinate in relazione alla posizione occupata nel ranking Uefa di inizio stagione, le squadre con colore di sfondo verde sono quelle ancora in gara e quelle con la posizione nel ranking Uefa con sfondo verde sono le teste di serie per gli ottavi di finale. Sono infine segnalate con un asterisco e il numero in corsivo le squadre che assumono il punteggio Uefa della nazione d’appartenenza, non avendo disputato competizioni europee negli ultimi cinque anni.

Le semifinali di Champions League hanno emesso il loro verdetto: a Berlino, sabato 6 maggio, si affronteranno il Barcellona del trio sudamericano delle meraviglie Messi-Neymar-Suarez (secondo nel ranking Uefa di inizio stagione) e la Juventus quattro volte campione d’Italia di fila (sedicesima nel ranking di partenza). Curiosamente l’ottima stagione di entrambe non varierà di molto le loro posizioni iniziali nel prossimo ranking: il Barcellona comunque vada rimarrà secondo dietro il Real Madrid, che a meno di improbabili rimonte nella Liga sarà la prima squadra ad affrontare una Champions League da leader del ranking Uefa senza essere però testa di serie, mentre la Juventus partirà dal quattordicesimo posto ma sarà fra le migliori otto grazie alla vittoria del campionato di Serie A.



In finale arrivano due rappresentanti delle nazioni più performanti nel ranking Uefa di questa stagione, Spagna e Italia, che già sei volte si sono affrontate nell’epilogo della manifestazione per club più importante d’Europa. I precedenti vedono un predominio spagnolo, con 4 vittorie (Real Madrid-Fiorentina 2-0 nel 56/57, Real Madrid-Milan 3-2 d.t.s. nel 57/58, Barcellona-Sampdoria 1-0 d.t.s. nel 91/92 e Real Madrid-Juventus 1-0 nel 97/98) e 2 sconfitte (Inter-Real Madrid 3-1 nel 63/64 e Milan-Barcellona 4-0 nel 93/94). Sia per il Barcellona che per la Juventus è l’ottava finale. Per gli spagnoli 4 vittorie e 3 sconfitte, con tre successi su tre negli ultimi dieci anni, per gli italiani 2 vittorie e 5 sconfitte, con tre sconfitte nelle ultime tre giocate.



Gli ostacoli che la sorte ha messo di fronte al Barcellona in questa stagione sono stati di notevole portata, ma la squadra di Luis Enrique si è sbarazzata di ogni avversario con disarmante facilità. Nella fase a giorni la qualificazione è arrivata già al termine della quarta giornata con una vittoria esterna per 2-0 sul campo dell’Ajax. I catalani hanno vinto il raggruppamento, che comprendeva anche Paris Saint-Germain e APOEL Nicosia, con 5 vittorie e una sconfitta (3-2 in casa dei francesi nella seconda giornata). Negli ottavi il sorteggio ha messo loro di fronte l’avversario forse più temibile fra le seconde classificate dei gironi, il Manchester City, virtualmente eliminato già dopo mezz’ora della partita d’andata in Inghilterra con una doppietta di Suarez. Il gol nel secondo tempo di Aguero ha ridato una minima speranza ai Citizens, sconfitti però per 1-0 anche al Camp Nou con gol di Rakitic. Nei quarti altro sorteggio impegnativo sulla carta con il Paris Saint-Germain, ma superato in scioltezza grazie al 3-1 del Parco dei Principi con rete di Neymar e altra doppietta di Suarez. Una vera e propria formalità il ritorno in casa vinto 2-0 con doppietta di Neymar. In semifinale è stata la volta del Bayern Monaco di abbandonare ogni speranza già all’andata: una doppietta di Messi e un gol di Neymar nell’ultimo quarto d’ora hanno permesso ai blaugrana di andare a Monaco forti di un 3-0 che lasciava poco spazio a clamorose rimonte. Ieri il Bayern ci ha anche provato, passando in vantaggio dopo sette minuti con Benatia, ma una immediata doppietta di Neymar ha chiuso a doppia mandata ogni discorso e la sconfitta finale per 3-2 è stata del tutto ininfluente. Comunque vada la finale, quella del Barcellona è stata una marcia da vera Coppa dei Campioni vecchio stile: tutti e sei i rivali affrontati nel corso della competizione si sono infatti qualificati a questa edizione della Champions League da campioni nazionali.


Un po’ più difficoltoso, soprattutto nella fase a gironi, e sicuramente più facile nei sorteggi della fase a eliminazione diretta il percorso della Juventus. Nei gruppi i bianconeri si sono trovati ad affrontare i campioni nazionali di Spagna (Atletico Madrid), Grecia (Olympiakos) e Svezia (Malmoe). Dopo una buona partenza contro il Malmoe, le due sconfitte esterne di misura con spagnoli e greci hanno complicato di molto il girone dei bianconeri, che ha avuto il punto di svolta nel palpitante secondo tempo del ritorno con l’Olympiakos. Virtualmente fuori a mezz’ora dalla fine sotto 2-1 in casa, la Juventus ha ribaltato il risultato in due minuti con un’autorete del portiere Roberto dopo un colpo di testa di Llorente terminato sul palo e con la rete del definitivo 3-2 di Pogba. La qualificazione è arrivata ufficialmente però solo all’ultima giornata con uno 0-0 casalingo contro l’Atletico Madrid che stava bene a entrambe le squadre. Negli ottavi, affrontati da seconda del proprio girone, la Juventus ha pescato i tedeschi del Borussia Dortmund, in crisi di gioco e di risultati dopo alcune stagioni al vertice europeo. Vinta per 2-1 la sfida di andata con reti di Tevez e Morata, inframezzati dal pareggio di Reus gentilmente regalato da una scivolata di Chiellini, la Juventus ha demolito la squadra di Klopp al ritorno con un secco 3-0 esterno, firmato da una doppietta di Tevez e da Morata. Nei quarti altro sorteggio fortunato e altra squadra teoricamente in calo dopo aver raggiunto il suo picco massimo nella scorsa stagione: il Monaco. I francesi sono stati superati con il minimo sforzo: un rigore concesso per fallo su Morata poco fuori area e realizzato da Tevez ha permesso ai bianconeri di vincere 1-0 l’andata a Torino, e una solida difesa ha portato a casa lo 0-0 utile per qualificarsi alla semifinale nel ritorno. Paradossalmente fortunato anche il sorteggio delle semifinali, che ha messo di fronte ai campioni d’Italia i campioni del mondo del Real Madrid, sulla carta comunque fortissimi ma in questo momento della stagione un gradino sotto al Bayern Monaco e soprattutto al Barcellona. L’andata a Torino si è conclusa 2-1 per la Juventus con una sequenza di reti equivalente alla partita con il Borussia Dortmund, con il solo scambio fra Morata, questa volta autore del primo gol, e Tevez in rete su rigore (netto) nella ripresa. Nel ritorno un nuovo gol dell'ex di Morata ha permesso alla Juve di uscire con l'1-1 dal Bernabeu tornando in finale di Champions dopo dodici anni. A differenza del Barcellona, dagli ottavi in poi la Juventus non ha più trovato campioni nazionali del 2013/14: nella scorsa stagione Borussia Dortmund, Monaco e Barcellona hanno concluso i rispettivi campionati al secondo posto e il Real Madrid al terzo.

Appuntamento a domani per l’aggiornamento dedicato al tabellone di Europa League e a venerdì mattina per l’aggiornamento del ranking Uefa dopo la conclusione delle semifinali.







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