mercoledì 30 aprile 2014

LA STORIA (UFFICIALE E NON) DEL RANKING UEFA PER NAZIONI - ANNI '90

Quinto appuntamento con la storia del ranking a cura di Antonio Bomba.

Gli anni novanta come anticipato nella scorsa edizione, sono stati un decennio foriero di cambiamenti, novità e rivoluzioni per quel che riguarda l’Europa ed il suo calcio. Vecchi stati scompaiono e nuovi ne nascono. Il calcio perde la facciata di gioco puro ed inizia a reclamare senza mezzi termini la propria voglia di fare quanti più soldi possibili. Le coppe per tutti questi motivi subiranno molte trasformazioni che varieranno anche il numero di qualificate per nazione di ogni edizione rispetto a quelle originariamente previste dai ranking dei primi anni ‘90 (nelle tabelle fino al 1996/97 utilizzeremo i colori relativi al numero di squadre che hanno poi effettivamente disputato la Coppa Uefa di due anni dopo per meriti dovuti in qualche modo alla posizione del ranking: rispettivamente 4, 3 e 2 a seconda del colore. Verranno quindi escluse dal computo: l’eventuale posto in più a disposizione delle detentrici, quello dato alle tre nazioni vincitrici della classifica fair play che dal 1994-95 qualificheranno una squadra in più per la Coppa Uefa dell’anno successivo, le qualificate tramite Coppa Intertoto dal 1995 in poi e le retrocesse in Uefa a seguito di sconfitte nei preliminari di Champions League. Dal 1997/98 ci sarà un notevole cambiamento che spiegheremo all’interno di questo articolo nella sezione dedicata al 1999/2000, primo anno che subirà l’impatto di queste variazioni). Con la dovuta pazienza di anno in anno andremo quindi ad analizzare quanto accaduto in campo politico regolamentare prima e sul campo poi. Il tutto senza tralasciare l’unico vero protagonista di questa lunga storia: il ranking Uefa.



1990-91



Termina l’embargo Uefa ai danni dell’Inghilterra e subito il Manchester United porta a casa la Coppa delle Coppe, la seconda in carriera per Alex Ferguson, ancora lontano dal diventare baronetto. L’Italia riconquista comunque il primo posto nel ranking grazie ad una finale Uefa tutta italiana in cui l’Inter batte la Roma ed alla Juve che conclude in semifinale il proprio cammino in Coppa Coppe. In Coppa Campioni per il Milan è la famosa sera delle luci di Marsiglia. Un errore, quello di ritirare la squadra con la scusa dei riflettori spenti prima che a prendere la decisione di sospendere la partita fosse l’arbitro, che costerà al Milan la squalifica di un anno dalle coppe. E per una coppa Europea vinta dalla Stella Rossa Belgrado, fa eco una Danimarca che entra nella top15.



1991-1992


Iniziano le rivoluzioni in termini di coppe, nazioni iscritte e relative squadre partecipanti. La cartina geo-politica dell’Europa cambia e con essa la formula dei tornei e la storia del ranking. L’Uefa per inserire le nuove federazioni che mano a mano andranno ad iscriversi, adotterà di volta in volta un criterio differente, facendo dell’eccezione l’unica regola e dando sempre l’idea di agire in base al peso politico, e a volte sportivo, della federazione di turno. Iniziamo quindi dalle due Germanie che, riunite anche calcisticamente, vedono per questa ultima stagione la partecipazione di squadre dell’Ovest come dell’Est. In futuro il ranking della Repubblica Democratica Tedesca verrà annullato e la Germania riunita proseguirà la sua storia ereditando i soli punti conquistati dalla Germania Ovest. Questo tuttavia è anche l’ultimo anno di Coppa Campioni prima di cambiare denominazione e diventare Champions League. Partecipano sempre e comunque solo le vincitrici dei vari campionati (e ovviamente l’eventuale detentrice)  ma giunte ai quarti di finale, le squadre vengono divise in due gironi di quattro squadre. Con partite di andata e ritorno e classifica finale (ancora stilata sui due punti a vittoria ed uno per il pareggio) le vincenti dei due gironi vengono promosse direttamente in finale e prendono tre punti bonus come avessero passato quarti e semifinali, mentre le altre sei squadre eliminate nei gironi ricevono due punti e quindi considerate tutte semifinaliste. La Sampdoria dell’appena scomparso Vujadin Boskov giunge in finale ma a pochi minuti dalla fine dei supplementari una punizione di Ronald Koeman condanna la Sampdoria alla sconfitta. La Samp perde così per la seconda volta una finale di coppa per mano del Barcellona, e Boskov perde la sua seconda finale di Coppa Campioni. L’Italia detta legge in lungo e in largo e col Genoa si toglie il gusto di eliminare il Liverpool in una Coppa Uefa in cui l’Ajax dell’emergente Louis Van Gaal befferà il Torino di Emiliano Mondonico solo grazie alla regola dei gol in trasferta. L’Inghilterra in soli due anni raggiunge la tredicesima posizione. 



1992-1993


L’Unione Sovietica si dissolve ed ogni stato membro da vita ad un proprio campionato (dalla tabella di quest’anno inseriamo gli stati ormai dissolti, e che nel ranking avrebbero occupato una posizione nella top 15 grazie ai risultati maturati negli anni precedenti, in fondo alla classifica come puro dato statistico). Mano a mano col passare degli anni la gran parte delle federazioni, comprese diverse che per geografia avrebbero dovuto affiliarsi alla AFC asiatica, finiranno con l’iscriversi all’Uefa. Questa accetta inoltre l’iscrizione di nuove federazioni quali Liechtenstein e le Isole Far Oer. La prima, avendo solo la coppa nazionale e non un campionato, ancora oggi ha diritto a una sola squadra nell’Europa League (precedentemente nella Coppa delle Coppe) come è stato in passato per il Galles, ed è quindi esclusa dalla suddivisione del numero di squadre iscrivibili alla Coppa Uefa data dal ranking. Anche Israele entra a far parte del calcio europeo per club. In Jugoslavia la guerra civile ha portato e continuerà a portare al dissolvimento dello stato e quel che resta della federazione jugoslava (ovvero la Serbia-Montenegro) viene esclusa dalle coppe e dai ranking quando l’Uefa recepisce le sanzioni ONU inferte al paese. La politica appare quindi prevalere nettamente sullo sport quando l’Uefa decide di assegnare il posto lasciato libero in Coppa UEFA dalla Germania Est (che ha cessato di esistere, ricordiamolo) alla Slovenia, da poco indipendente. Alla stessa maniera, cioè politicamente ma con un minimo di logica maggiore, vengono  così ripartiti i tre posti lasciati vacanti dall’Unione Sovietica (ottava nel ranking ’90-’91): due vengono assegnati alla Russia, uno all’Ucraina, zero alle altre federazioni nel frattempo iscrittesi. In linea di massima in questa stagione, come nelle prossime, ogni nuovo stato che desidera partecipare alle coppe europee vedrà partire il proprio ranking da zero. Eccezione a questa regola è la Russia che vede ricalcolato il proprio coefficiente quinquennale sulla base delle sole squadre russe precedentemente iscritte in nome e per conto dell’Urss. Questa scelta a fine stagione porterà immediatamente la Russia al sesto posto della classifica quinquennale (al netto delle squadre degli altri stati sovietici, la Russia ottiene un coefficiente maggiore di quello che aveva maturato l’Urss). Sul piano prettamente sportivo è l’ennesimo anno di dominio italiano. La Juventus conquista la Coppa Uefa, il Parma si aggiudica il suo primo trofeo internazionale sconfiggendo in coppa Coppe l’Anversa, mentre il Milan perde solo una partita nell’arco dell’intera stagione europea, per uno a zero e contro la loro bestia nera, l’Olympique Marsiglia. Peccato solo fosse la finale della neaonata Champions League. La Turchia si fa largo nel calcio che conta per non abbandonarlo più, piazzandosi tredicesima nel ranking.



1993-1994


La Cecoslovacchia cessa di esistere tramite referendum popolare e nascono la Repubblica Ceca e la Slovacchia. Tuttavia le squadre di queste due nazioni partecipano alle coppe sulla base dell’ultimo campionato cecoslovacco disputato, vale a dire quello dell’anno precedente.  Mentre la parte serbo-montenegrina della Jugoslavia rimane ancora esclusa, entra a far parte del ranking la Croazia. Quando la logica politica prevale su ogni principio. Ad ogni modo i due posti che sarebbero spettati alla federazione balcanica da ranking ’91-92 vengono assegnati di ufficio uno alla Slovenia e l’altro all’Ucraina. Mentre il Galles non ha ancora la chance di iscrivere una squadra alla coppa Uefa nonostante l’anno precedente abbia inaugurato il proprio campionato nazionale. L’Uefa decise in questo caso di considerare tassativamente il ranking 1987-1992, da cui il Galles era formalmente escluso avendo la sola coppa nazionale. Sul piano del ranking va segnalata, con la reintroduzione delle semifinali in Champions (solo in questa edizione in gara unica da disputarsi in casa della vincente del girone), una distribuzione classica dei punti bonus dai quarti di finale in poi, a cui va aggiungersi un punto extra assegnato a chi raggiunge la fase a gironi. L’Italia continua il proprio dominio europeo. Il Milan porta a casa la Champions League annichilendo il Barcellona in finale. Il Parma in coppa Coppe si ferma in finale, stoppato dall’Arsenal, mentre l’Inter porta a casa un’insperata coppa Uefa dopo una stagione quanto mai tribolata. La Francia ci segue staccatatissima, precedendo Germania, Belgio e Spagna. E a suon di Coppa Coppe vinte l’Inghilterra agguanta l’ottavo posto.



1994-1995


Sul piano squisitamente matematico-regolamentare assistiamo ad una prima rivoluzione delle coppe per come erano state concepite e conosciute sino ad ora. La Champions League viene ristretta alle 24 squadre campioni che occupano le prime 24 posizioni del coefficiente Uefa per club (sempre che il ventiquattresimo posto non debba essere riservato alla vincitrice del trofeo). I gironi partono un turno prima, cioè dagli ottavi, dando a ben sedici squadre un punto bonus. Le vincitrici dei campionati escluse dalla fu Coppa Campioni vengono dirottate tutte in Coppa Uefa. Questa perde così la “legge” delle sessantaquattro squadre massime. Per cui un posto viene concesso anche alle nazioni che occupano la posizione fra il trentatreesimo e il trentaseiesimo posto nel ranking. Termina anche il martirio della ventunesima nazione, che da quest’anno potrà finalmente iscrivere alla Coppa Uefa sempre due squadre indipendentemente dal fatto che la vincitrice dell’Uefa partecipi o no alla competizione. Inoltre Repubblica Ceca e Slovacchia si spartiscono equamente i posti riservati alla ex Cecoslovacchia. Anche quest’anno vi è un fiorire di nuovi stati iscritti. Il calcio giocato regala l’ennesimo anno di dominanza italiana. L’Uefa è un affare tutto italiano con il Parma che in finale regola la Juventus. Il Milan perde la finale Champions contro un agguerrito Ajax formato per la gran parte dal suo stesso vivaio promosso in prima squadra. Nessuno riesce a tenere il nostro passo.


1995-1996


Nuovo cambiamento per la Champions League: da questa stagione le 24 squadre partecipanti sono le vincitrici dei campionati delle prime 24 nazioni del ranking (o le prime 23 più la detentrice, se non già qualificata tramite il campionato). L’Uefa fa sua la Coppa Intertoto che da questa stagione (nel suo caso 1995 dato che si gioca nella sola estate) servirà a qualificare alcune squadre extra alla coppa Uefa. Ne hanno così accesso le prime 28 nazioni del ranking. Nel corso del tempo tra rinunce degli aventi diritto e modifiche varie, la Coppa Intertoto subirà non pochi cambiamenti, venendo definitivamente soppressa dopo l’edizione 2008, quando gran parte dell’interesse popolare verso questa competizione era svanito da anni. Ad ogni modo i ranking iniziano a servire anche per decidere teste di serie griglia di partenza nelle varie coppe, dai preliminari ai turni successivi, sino ai quarti, in cui ancora oggi vale il principio “tutti contro tutti”. Inoltre, sempre per stabilire le teste di serie ed i turni da cui partire, inizia ad essere applicato il ranking più recente. Infine fa la sua comparsa, sempre per i sorteggi, l’utilizzo del ranking europeo dei club. L’utilizzo di un criterio o di un altro varierà non solo di anno in anno ma anche da coppa a coppa. Torna a partecipare alle coppe la Jugoslavia, ovvero la Serbia-Montenegro. Ciò che applica l’Uefa ha quasi dell’incredibile. Le due squadre spettanti di diritto alla ex Jugoslavia coi punti accumulati nel ranking prima del bando dalle coppe in Uefa sono assegnati rispettivamente ad una squadra ceca e ad una slovacca, che in quel momento sprovviste di ranking avrebbero dovuto rinunciare alla coppa. La Serbia-Montenegro viene così riammessa d’ufficio all’ultimo posto indipendentemente dai punti realizzati dalla Jugoslavia prima dell’embargo. L’Uefa si adatta ai maggiori campionati europei, ed assegna tre punti a vittoria nei gironi. Nei ranking invece una vittoria continuerà a valerne due. L’Italia resta prima nella classifica quinquennale ma nei coefficienti della stagione è terza. Meglio di lei hanno fatto Spagna ed Olanda. Portiamo comunque a casa la Champions con la Juve. Ultima fiammata a livello internazionale per l’Austria che con il Rapid Vienna perde la finale di coppa Coppe.



1996-1997


L’Uefa taglia la testa al toro e stabilisce che ogni nazione classificata nel ranking (1991-1995) così come le nuove iscritte possano tutte portare almeno una squadra in Coppa Uefa. Ciò comporta la perdita del privilegio da parte delle nazioni iscritte dal nono posto in poi di poter iscrivere una squadra supplementare nei casi di defezione. La novità più squisita ed importante riguarda tuttavia la Champions League. Per la prima volta perde la propria originalità e lascia campo anche a chi non vince il proprio campionato nazionale. E’ l’inizio della formula attuale. Le squadre ai primi otto posti del ranking quinquennale precedente (1991-1996, non 1991-1995 si badi bene) possono infatti iscrivere nella massima competizione europea anche la seconda classificata in campionato. Per pareggiare questo privilegio concesso alle nazioni Top, l’Uefa riammette in Champions tutte le vincitrici dei propri campionati, comprese quelle oltre il ventiquattresimo posto nel ranking. Per la prima volta l’Uefa decide anche che in caso di parità di punti, verrà considerato più avanti in classifica il paese col più alto punteggio nell’ultimo anno del quinquennio. E così la Turchia si aggiudica l’ottavo posto a discapito della Grecia. Il ranking vede sempre l’Italia prima, grazie ad una Juve che in Champions ripete l’amaro cammino del Milan ’92-93 andando a perdere la sola finale, mentre l’Inter di Roy Hodgson viene sconfitta in finale di copa Uefa dallo Schalke 04. Dal nulla spunta una squadra che per qualche anno sarà una presenza fissa in Champions League: il Rosenborg. Grazie soprattutto alle sue prestazioni la Norvegia raggiunge il quindicesimo posto.



1997-1998


Ancora Italia, nella stagione come nell’arco del quinquennio. La Juve riesce a perdere la seconda finale Champions di fila, questa volta per mano del Real Madrid, il Vicenza raggiunge addirittura la semifinale di Coppa Coppe, mentre la prima finale di Coppa Uefa disputata in gara unica è un affare tutto italiano che l’Inter porta a casa regolando la Lazio con un secco 3-0. Dopo qualche anno dietro a Francia e Spagna torna sul secondo gradino del podio la Germania, mentre la Repubblica Ceca da poco nata è già nona, precedendo la sempre più sorprendente Norvegia. Nel frattempo una delle protagoniste storiche del ranking sprofonda in basso. Stiamo parlando del Belgio che non ritroverà mai più lo splendore mostrato negli anni settanta e ottanta. Stessa cosa per la Svezia. Per i cambiamenti nella suddivisione delle squadre nelle varie coppe, vedere la spiegazione all’interno della stagione 1999/2000.


1998-1999


L’entrata in scena della Bosnia vede il ripetersi di una scelta politica prima ancora che sportiva. Assente da ogni ranking, verrà permesso alla neonata federazione di iscrivere le prime due classificate nel proprio campionato alla Coppa Uefa. L’Italia ribadisce la propria supremazia conquistando con la Lazio l’ultima Coppa Coppe della storia e col Parma la Coppa Uefa. In Champions League il Manchester United ribalta a tempo scaduto una partita che era già stata data per persa e riporta la coppa più importante in Inghilterra. La Croazia fa incredibilmente capolino nella top 15 piazzandosi tredicesima.


1999-2000


Rivoluzione totale nelle coppe. Per quel che riguarda il ranking da questa stagione i punti conseguiti nei turni preliminari vengono dimezzati. L’effetto di questo provvedimento è retroattivo. La Coppa Coppe è abolita, restano solo Champions League e Coppa Uefa. Come conseguenza ognuna di queste competizioni vede allargarsi a dismisura il numero delle partecipanti di ogni nazione ad ognuna delle due coppe in base ad un criterio così stabilito, sempre utilizzando il ranking di due anni prima che solo una tabella può riassumere adeguatamente.


Ovviamente un posto in Coppa Uefa viene riservato alle squadre che fino all'anno precedente si sarebbero qualificate alla Coppa delle Coppe, a meno che queste non abbiano conseguito il diritto di iscriversi alla Champions, venendo così rimpiazzate dalla prima squadra iscrivibile nel proprio campionato e sino a quel momento fuori dalle coppe. Tutti questi cambiamenti non fanno bene all’Italia che perde la propria leadership quinquennale a vantaggio della Spagna. La finale di Champions è un affare tutto loro con il Real Madrid che sconfigge la sorpresa Valencia, formazione che in semifinale aveva rispedito in Catalogna il Barcellona. La prima Uefa rinnovata vede invece il primo e fino ad ora unico trionfo turco in Europa col Galatasaray che ai rigori sconfigge l’Arsenal.


Per questa edizione è tutto. L’appuntamento è alla prossima quando il decennio 2001-2010 verrà esaminato a dovere.

Email Antonio Bomba: abomb@hotmail.it
Facebook Antonio Bomba: www.facebook.com/antonio.bomba.3 

9 commenti:

  1. Sbaglio, o manca la classifica 1990-1991?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si era persa per strada... inserita, grazie!

      Elimina
  2. Angolino ricordi:
    - il Rosenborg del "non abbiamo rimasto altro" (cit.)! Veramente divenne una presenza fissa assolutamente a sorpresa della CL per un decennio (cosa che gli consentì pure di centrare 10 scudetti norvegesi di fila). Se penso, poi, che nelle ultime stagioni solo per centrare l'EL ha dovuto ricorrere al fair play...

    RispondiElimina
  3. Angolino precisazioni (giusto per non perdere l'abitudine :-):

    La Champions League viene ristretta alle 24 squadre campioni nelle prime 24 nazioni del ranking
    La regola qui sopra entrò in vigore solo nel 1995/96; nel 1994/95 le 24 squadre furono scelte in base al proprio coefficiente di squadra (ovvero, non i campioni delle prime 24 federazioni, ma i primi 24 campioni nazionali per coeff.club)

    Repubblica Ceca e Slovacchia si spartiscono equamente i posti riservati alla ex Cecoslovacchia
    Tutto vero, ma curiosamente in Coppa delle Coppe finirono una rappresentante ceca e una slovacca (non chiedermi per quale diamine di motivo, però :-) )

    Nel corso del tempo tra rinunce degli aventi diritto e modifiche varie, la Coppa Intertoto subirà non pochi cambiamenti
    Assolutamente divertente leggere nel bollettino ufficiale dell'Intertoto dell'epoca (della prima edizione) che l'UEFA fu costretta a inserire le limitazioni ricordate in quanto ben 110 club (!!) aveva chiesto l'iscrizione. Se penso che anche in quella edizione d'esordio si contarono poi rinunce e defezioni...

    Ciò comporta la perdita del privilegio da parte delle nazioni iscritte dal nono posto in poi di poter iscrivere una squadra supplementare nei casi di defezione
    Anche qui, vi è un risvolto divertente, che dimostra quanto i dirigenti leggano i regolamenti. Sebbene quanto scritto sia vero, nel concreto, a livello "di diritto" fino al 2007/08 l'integrazione per i posti vacanti concessa alle federazioni dal 9° posto in giù era ancora prevista nel regolamento della Coppa UEFA... e pure in quello della Champions League! :-))

    Ovviamente un posto in Coppa Uefa viene riservato alle vincitrici delle varie coppe nazionali (o alle finaliste)
    Segnalo una piccola distrazione (capita) per l'omissione delle semifinaliste.

    Concludo concordando che l'UEFA in quegli anni veramente diede vita a un guazzabuglio di soluzioni allo scoppiare di nuove federazioni, dando maledattamente la sensazione di creare regole un po' a casaccio.


    RispondiElimina
    Risposte
    1. Essendo due nazioni diverse non è normale che Repubblica Ceca e Slovacchia avessero ognuna la propria squadra in Coppa delle Coppe? Se la squadra Slovacca ne avesse avuto diritto in termini di ranking ne avrebbero avute due anche in Coppa Campioni. L'equa divisione si riferisce ovviamente alla Coppa Uefa. Correggo il pezzo sulla prima e sull'ultima segnalazione, grazie!

      Elimina
    2. Ho sbagliato il riferimento: intendevo parlare della stagione prima (1993/94).
      Chiedo scusa ;-)

      Elimina
  4. Sì il Rosenborg segnò anche la "fine" di un Arrigo Sacchi appena tornato. Prese subito l'eliminazione dalla Champions da parte dei norvegesi e concluse la stagione bivaccando tristemente, tra giocatori arrivati alla fine della loro gloriosa carriera ed una serie di schemi e moduli che ormai tutti i suoi colleghi conoscevano a memoria...

    Antonio

    RispondiElimina
  5. Grazie come sempre per le precisazioni!

    Ps: Frulla Giò il ranking 90-91 è presente. Grazie anche a te per l'interesse.

    Antonio

    RispondiElimina
  6. Ah, apprendo ora che la tabella mancava. Grazie ;)

    Antonio

    RispondiElimina